MILITARY SELF-DEFENSE
FORMAZIONE

L’intento della “S.A.M. military self-defense” è finalizzato a formare Insegnanti capaci di adeguare la propria preparazione e le proprie capacità didattiche alla complessità crescente della società che richiede non solo una accurata preparazione tecnica ma anche importanti competenze in ambito socio-psico­pedagogico, attraverso il potenziamento dei percorsi di formazione interdisciplinare trasversale.

L’attuale metodo formativo è il frutto di dieci anni di attività volte a trovare il giusto equilibrio di tecniche in modo da soddisfare tutte le richieste che vengono dalla complessa realtà contemporanea al fine di rispondere alle esigenze di chiunque sia interessato ad intraprendere un nuovo percorso di sviluppo personale attraverso la pratica dell’autodifesa.

Compito dell’insegnante di autodifesa personale è quello di accompagnare l’allievo in un processo di crescita fisica, mentale e spirituale. E’ indispensabile che tra i due soggetti nasca un rapporto di fiducia nel rispetto della reciproca libertà. Dovere dell’insegnante è quello di affrancare l’allievo da qualsiasi tipo di dipendenza e di condizionamento, pertanto tutti quei comportamenti che tendano a creare nell’allievo uno stato di subalternità, pongono l’insegnante fuori dallo spirito del Codice stesso.

L’insegnante dovrà quindi:

– Adottare un atteggiamento adeguato alla dignità della propria figura professionale;

– Acquisire ed aggiornare le competenze indispensabili all’esercizio dell’insegnamento;

– Operare con umiltà, diligenza, gradualità, prudenza e competenza ponendosi al servizio

dell’allievo con chiari intenti educativi e didattici;

– Non farsi condizionare nell’insegnamento dal fattore economico

– Evitare di influenzare le opinioni morali, politiche e religiose dell’allievo;

– Mantenere il più assoluto riserbo di quanto appreso dall’allievo nel corso delle attività;

– Mantenere un comportamento leale e corretto nei confronti degli altri insegnanti e di quanto da

loro insegnato

ATLETI

Ad ogni atleta viene attribuito un grado che identifica sinteticamente il suo livello tecnico e quindi la conoscenza e l’abilità di applicare i principi della “S.A.M. military self-defense” alla vita quotidiana. Il percorso formativo è suddiviso in classi e a sua volta in livelli quali:

CLASSE PRATICANTE:

I° livello praticante

II° livello praticante

III° livello praticante

Il passaggio dei livelli nella fascia dei praticanti si ottiene dopo aver frequentato un minimo di trenta ore di lezione per ogni livello.

L’esame sarà sostenuto da un tecnico con almeno la qualifica da istruttore.

CLASSE GRADUATO:

I° livello graduato

II° livello graduato

III° livello graduato

Per accedere alla classe da graduato, l’allievo dovrà aver maturato almeno un anno nel grado di praticante 3° livello e aver partecipato ad almeno due stage nazionali.

Mentre per i successivi livelli dovrà aver frequentato un minimo di trenta ore di lezione.

L’esame dovrà essere sostenuto da un tecnico con almeno la qualifica da istruttore.

CLASSE ESPERTO

I° livello esperto

II° livello esperto

III° livello esperto

Per accedere alla classe da esperto, l’allievo dovrà aver maturato almeno un anno nel grado di graduato 3° livello e aver partecipato ad almeno tre stage nazionali.

Mentre per i successivi livelli dovrà aver frequentato un minimo di trenta ore di lezione.

L’esame dovrà essere sostenuto da un tecnico con almeno la qualifica da istruttore.

L’allievo che ha raggiunto la qualifica di III° livello praticante può decidere di percorrere la formazione professionale per istruttore “qualifica trainer”.

ABBIGLIAMENTO

L’atleta S.A.M. deve indossare l’abbigliamento ufficiale S.A.M., composto da T-shirt con logo S.A.M pantaloni kaki multitasche e scarpe sportive. Durante gli allenamenti sono obbligatori le protezioni conchiglia, paradenti.

INSEGNANTI

TRAINER

Per accedere al percorso formativo di trainer, l’allievo dovrà aver maturato almeno un anno nel grado di praticante 3° livello e aver partecipato ad almeno due stage nazionali.

Il percorso formativo si sviluppa in cinque week-end, intervallati da circa un mese l’uno dall’altro, per dare la possibilità al corsista di prepararsi tecnicamente e affrontare l’esame che si terrà in un sesto week-end conclusivo, davanti alla commissione tecnica nazionale.

I corsi si svolgono prevalentemente dal sabato mattina alla domenica pomeriggio per nove ore giornaliere per un totale di 96 ore, di cui 6 ore per lo svolgimento dell’esame suddiviso in parte teorica – parte scritta – parte pratica.

Durante il percorso vengono trattati i seguenti argomenti: metodologia d’insegnamento – psicologia dell’allenamento (atteggiamento mentale) – norme generali sulla costituzione e la gestione di una A.S.D. – medicina.

Il Trainer una volta acquisita la qualifica, potrà svolgere regolarmente l’attività come insegnante di difesa personale metodo S.A.M., ma non potrà eseguire passaggi di livello dei propri allievi, senza la presenza di un istruttore.

Per il mantenimento della qualifica, i trainer, sono tenuti a partecipare ad almeno un aggiornamento all’anno e ad uno stage nazionale. I corsi di aggiornamento, inseriti nel calendario annuale, sono tenuti dai docenti nazionali. Il trainer che non partecipa al corso di aggiornamento e allo stage nazionale gli decade la qualifica. La qualifica, una volta decaduta, può essere reintegrata previa partecipazione agli aggiornamenti che gli verranno indicati dalla S.A.M..

Con il grado di trainer l’allievo può accedere ai vari corsi specialistici:

Corso ammanettamento e trasporto per forze di polizia
Corso difesa donna
Corso combattimento in ambiente ristretto
Corso specializzazione militare
Tiro Operativo Sportivo
Tecniche Antiterroristiche
Scorta e protezione Vip
ISTRUTTORE

Per accedere al percorso formativo di istruttore, l’allievo dovrà aver maturato almeno due anni di insegnamento nel grado di trainer e aver partecipato ad almeno due stage nazionali.

Il percorso formativo si sviluppa in cinque week-end, intervallati da circa un mese l’uno dall’altro, per dare la possibilità al corsista di prepararsi tecnicamente e affrontare l’esame che si terrà in un sesto week-end conclusivo, davanti alla commissione tecnica nazionale.

I corsi si svolgono prevalentemente dal sabato mattina alla domenica pomeriggio per nove ore giornaliere per un totale di 96 ore, di cui 6 ore per lo svolgimento dell’esame suddiviso in parte teorica – parte scritta – parte pratica.

Durante il percorso vengono trattati i seguenti argomenti: metodologia d’insegnamento – psicologia dell’allenamento (atteggiamento mentale) – norme generali sulla costituzione e la gestione di una A.S.D. – medicina.

Inoltre viene organizzato una volta l’anno per tutti gli istruttori un corso per il conseguimento del BLSD, con qualifica riconosciuta a livello nazionale.

L’istruttore una volta acquisita la qualifica, oltre a svolgere regolare attività di insegnamento, potrà eseguire passaggi di livello ai suoi allievi e agli allievi dei trainer che svolgono attività nelle vicinanze.

Per il mantenimento della qualifica, gli istruttori, sono tenuti a partecipare ad almeno un aggiornamento all’anno e ad uno stage nazionale. I corsi di aggiornamento, inseriti nel calendario annuale, sono tenuti dai docenti nazionali. L’istruttore che non partecipa al corso di aggiornamento e allo stage nazionale gli decade la qualifica. La qualifica, una volta decaduta, può essere reintegrata previa partecipazione agli aggiornamenti che gli verranno indicati dalla S.A.M..

MAESTRO

Per accedere al percorso formativo di maestro, l’istruttore dovrà aver maturato almeno tre anni nel grado di istruttore aver compiuto 35 anni di età, aver conseguito tutti i corsi di specializzazione e aver partecipato ad almeno 5 stage nazionali.

Il grado di maestro prevede tre livelli:

I° livello dopo tre anni nel grado di istruttore (il Master di I°livello potrà formare solo Trainers)

II° livello dopo tre anni nel I° livello (il Master di II°livello, potrà formare Trainers e Instructors)

III° livello (docente nazionale) dopo cinque anni nel II° livello e dopo valutazione da parte della

Commissione Tecnica Nazionale.

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE

La Commissione Tecnica Nazionale è presieduta dal Presidente Nazionale che a sua scelta si avvale dei docenti e istruttori più qualificati per regolamentare l’attività tecnica S.A.M., in tutti gli specifici settori e specializzazioni. Il numero minimo dei componenti della commissione tecnica è pari a 3 compreso il Presidente Nazionale.

COMMISSIONI ESAMI REGIONALI

Sono presiedute dal Responsabile Regionale e da due Istruttori più alto in grado presenti in regione. Qualora nella regione non fossero presenti istruttori, il Responsabile Regionale può richiedere la presenza di un docente nazionale.

Programma tecnico di primo livello “TRAINER”

POSIZIONI BASE DI DIFESA.

guardia frontale
guardie dissimulate
spostamenti
TECNICHE DI BASE DI BRACCIA

percussione diretta frontale a mani aperte
percussione diretta laterale a mani aperte
percussione frontale ai genitali a mani aperte
percussione laterale ai genitali a mani aperte
percussione dietro ai genitali a mani aperte
pugno diretto al viso sinistro e destro
pugno montante sinistro e destro al corpo e viso
pugno circolare (gancio) sinistro e destro al viso
pungo a martello frontale/laterale dall’alto/dal basso diagonale/girato (dietro)
combinazioni varie delle sopra indicate tecniche da posizione passiva, di guardia, di guardia dissimulata con spostamenti in avanti, indietro, laterali e con chiusura della distanza e schivate.
TECNICHE DI GOMITO

gomitata frontale circolare
gomitata frontale dal basso verso l’alto
gomitata laterale orizzontale
gomitata laterale dal basso verso l’alto
gomitata all’indietro orizzontale
gomitata all’indietro dal basso verso l’alto
gomitata circolare all’indietro
combinazioni varie con tecniche di pugno e gomito da posizione passiva, di guardia, di guardia dissimulata con spostamenti in avanti, indietro, laterali e con chiusura della distanza e schivate.
GINOCCHIATE

ginocchiata frontale ai genitali
combinazioni varie con tecniche di pugno e gomito da posizione passiva, di guardia, di guardia dissimulata con spostamenti in avanti, indietro, laterali e con chiusura della distanza e schivate.
CALCI

calcio frontale ai genitali con gamba anteriore, colpendo con il metatarso
calcio frontale ai genitali con gamba posteriore, colpendo con il metatarso
calcio laterale ai genitali colpendo con il metatarso
tutti i calci precedenti colpendo con la tibia
calcio frontale al busto colpendo con la pianta del piede
calcio all’indietro colpendo con il tallone
calcio circolare basso e medio con la tibia
calcio ai genitali con passo schiacciato
PARATE E SCHIVATE

le sette parate interne
deflessioni esterne e interne da attacchi diretti al viso
difesa di corpo con flessione sulle gambe su attacchi circolari al viso
parata di gomito da vari attacchi di ginocchio
parate dai vari attacchi di gomito
applicazione delle parate e schivate in combinazione con tecniche di pungo e gomito, da posizione passiva, di guardia, di guardia dissimulata con spostamenti in avanti, indietro, laterali e con chiusura della distanza.
DIFESA CON LE GAMBE SU ATTACCHI DI CALCI

1) stoppata con il piede da calcio frontale ai genitali

stoppata con il ginocchio da calcio frontale ai genitali
deflessione esterna da calcio frontale ai genitali
deflessione interna da calcio frontale ai genitali
STRANGOLAMENTI IN PIEDI

strangolamento frontale a mani nude
strangolamento da dietro a mani nude (ghigliottina)
strangolamento a ghigliottina da davanti
strangolamento a ghigliottina laterale
strangolamento da dietro a mani nude e spinta in avanti
strangolamento frontale a mani nude con spinta all’indietro
LIBERAZIONE DA STRANGOLAMENTI

liberazione da strangolamento frontale a mani nude
liberazione da strangolamento laterale a mani nude
liberazione da strangolamento da dietro a manu nude (ghigliottina)
liberazione da strangolamento a ghigliottina da davanti
liberazione da strangolamento a ghigliottina laterale
liberazione da strangolamento da dietro con spinta in avanti
liberazione da strangolamento frontale con spinta all’indietro
DIFESE DA PRESE AL BUSTO

difesa da presa al busto da dietro con mani libere
difesa da presa al busto da dietro con mani bloccate
DIFESE DA COLTELLO (MINACCE E ATTACCHI)

minaccia frontale con coltello alla gola laterale a destra e sinistra (tecnica da eseguire con entrambe le mani, destra e sinistra)
minaccia frontale con coltello alla gola laterale a destra e sinistra e una mano bloccata
minaccia frontale con coltello a media distanza e a varie altezze
minaccia frontale con coltello puntato all’addome
difesa con l’uso delle sette parate da attacco con coltello frontale da varie direzioni
difesa da attacco con coltello frontale diretto (puntata) al corpo e al viso.
DIFESA DA ATTACCO CON BASTONE

difesa da attacco con bastone dall’alto
difesa da attacco con bastone laterale al busto e alla testa
difesa da attacco con bastone laterale alle gambe
difesa da attacco con bastone diretto (puntata) all’addome e al viso
DIFESA DA MINACCIA CON PISTOLA

1) difesa da minaccia con pistola frontale dalla vita alla testa

Metodologia di allenamento e teoria sul comportamento e la prevenzione di aggressioni.

Programma tecnico di primo livello “ISTRUTTORE”

CONOSCENZA DI TUTTO IL LIVELLO TRAINER.

PROVA FEEDBACH CON LE TECNICHE DEL PRIMO LIVELLO.

SPOSTAMENTI SU ATTACCHI DA PIÙ PERSONE.

1) Spostamento a “L”

Cadute

caduta in avanti arrotolata
caduta in avanti sul posto
caduta all’indietro arrotolata
caduta all’indietro sul posto
caduta laterale dx e sx arrotolata
caduta laterale sul posto
Testata

testata frontale
testata laterale
testata posteriore
Difese da presa la busto

difesa da presa al busto da dietro e trasporto con mani libere e bloccate
difesa da presa al busto frontale con mani libere
difesa da presa al busto frontale con mani bloccate Difese da prese ai polsi
liberazione da presa a un polso frontale
liberazione da presa a un polso incrociata frontale
liberazione da presa inversa a un polso frontale
liberazione da presa a un polso posteriore
liberazione da presa ai polsi frontale
liberazione da presa ai polsi frontale con braccia alte
liberazione da presa ai polsi posteriore
Leve articolari

torsione del polso (cavaliere)
torsione del braccio con avvolgimento
leva del braccio con l’ascella
leva del polso con la spalla da presa al bavero Ginocchiate
ginocchiata frontale al viso con presa alla nuca
ginocchiata frontale all’addome con spostamento laterale e presa alla nuca
ginocchiata al quadricipite femorale
Calci

calcio laterale al busto colpendo con la pianta del piede
calcio laterale al busto con spostamento, colpendo con la pianta del piede
calcio circolare ai genitali colpendo con il metatarso e con aggressore in posizione laterale Difesa da calci frontali ai genitali con le braccia

TIRO OPERATIVO SPORTIVO

PROGRAMMA

Saranno svolte lezioni per una durata totale di 30 ore, nelle quali si illustreranno tecniche specifiche sulla difesa personale, l’ammanettamento, la messa in sicurezza di soggetti armati dei più svariati oggetti atti ad offendere (coltelli, bastoni, pistole ecc.) – tecniche operative – tiro operativo.

Le lezioni prevedono una parte teorica e una parte pratica, relative alle tecniche operative di difesa personale utilizzando tutte le armi (bianche e da fuoco), prevenzione, difesa verbale, autocontrollo emotivo e difesa fisica. Inoltre verranno studiate; NORME BASILARI DI CONDOTTA – MODALITÀ D’AZIONE PER INTERVENTI RICORRENTI – ATTIVITÀ INFORMATIVA AI FINI OPERATIVI – TIRO OPERATIVO DI POLIZIA .

NORME BASILARI DI CONDOTTA : Iniziativa;

Responsabilità ;

Rifiuto della ripetitività ;

Cooperazione ed integrazione ;

Aspetto formale e cortesia;

Equilibrio;

Concentrazione e reattività ;

Sicurezza ;

Determinazione ;

Produttività ;

MODALITÀ D’AZIONE PER INTERVENTI RICORRENTI : Afflusso in zona di reato;

interventi in abitazione e locali pubblici;

Perquisizione, ammanettamento e trasporto di un soggetto ;

ATTIVITÀ INFORMATIVA AI FINI OPERATIVI : Servizio di investigazione ;

Osservazione e controllo ;

Acquisizione di notizia ;

TIRO OPERATIVO SPORTIVO DI POLIZIA :

Corso base di tiro con arma corta. Uso responsabile dell’arma.

Teoria

Evoluzione del tiro operativo

Analisi del conflitto a fuoco: statistiche.

Cambiamenti fisiologici dell’organismo durante il conflitto a fuoco

Potere d’arresto : Teorie differenti

Balistica terminale

Aspetti legali con riferimento agli articoli 52 e 53 del c.p.

Regole di sicurezza conoscenza e applicazione delle stesse

Tattiche operative per evitare il conflitto a fuoco

Conoscenza della pistola , dei calibri principali, differenti tipologie di porto e fondine Fondamentali del tiro

Tecniche di base con tiro a 2 mani Principali maneggi dell’arma in sicurezza.

Corso avanzato tiro operativo con arma corta Prevenzione e gestione tattica di una situazione a rischio. Tattiche e strategie difensive

tiro dietro copertura

uso dell’automobile come riparo balistico.

tiro in movimento

tiro a bersagli multipli

cambi di caricatore

maneggi con una mano.

Posizioni di tiro in ginocchio, accucciata, sdraiato- Risoluzione inceppamenti.

Corso di tiro notturno per arma corta. Presentazione delle tipologie di torce Regole di sicurezza.

Necessità dell’operatore in condizioni di scarsa visibilità

Caratteristiche principali della “torcia tattica” Utilizzo operativo della torcia tattica

Visione in condizione di scarsa luminosità Organi di mira al trizio

Principali tecniche di tiro con utilizzo della torcia Analisi probabili scenari operativi notturni

Applicazione delle tecniche di tiro in differenti scenari operativi al buio. La parte a fuoco verrà effettuata in 2 situazioni differenti:

a) in situazione, propedeutica, di scarsa visibilità, b)Più realistica: mancanza totale di visibilità
Corso base shot gun. Descrizione arma

Diverse tipologie di funzionamento

Munizionamento differenziato

distanze operative dello S.G.

Uso dello shot gun a livello operativo/ difensivo

Norme di sicurezza. Porto dello shot gun

Fondamentali: imbracciata, posizione di tiro, controllo grilletto. Caricamento: amministrativo, d’emergenza, tattico.

Ingaggio con bersaglio nelle 4 direzioni

Ripetizione del colpo.

Corso avanzato shot gun operativo.

posizioni di tiro avanzate

copertura

Differenti posizioni di tiro con s.g.

Tiro su bersagli multipli

Tiro in movimento

Cambio di munizionamento durante conflitto a fuoco Transizioni con arma corta

Arma corta con fondina

Close Combat :

Introduzione

Se nella tradizione l’insegnamento del tiro è focalizzato sulle capacità di colpire un bersaglio sempre più piccolo a distanze sempre maggiori, nello scontro reale le distanze di ingaggio sono cortissime, con una percentuale superiore al 50% entro il metro e cinquanta ed un’altra 20% entro i tre metri.

Il Close Combat si propone di preparare il praticante allo scontro reale contro avversario armato a diverse distanze, ma sempre entro i 4 o 5 metri come limite ultimo, e il più delle volte a distanza di braccio, contro attacchi da arma bianca o da fuoco.

Teoria della distanza dei sette metri.

Ritenzione dell’arma.

Tecniche di percussione con uso dell’arma come oggetto contundente.

Parate a 360 gradi contro attacchi da coltello sia con mano libera e mano armata.

Posizione ready

Posizione ready compressa

Posizione close combat

Disarmo frontale da minaccia di pistola frontale

Tiro puntato a due mani

Tiro puntato ad una mano

Tiro da posizione contact

Tiro in movimento in tutte le direzioni

Tecniche di percussione con mano forte e mano debole

Tecniche di estrazione a breve distanza

Applicazione ( unione ) delle tecniche di percussione con tecniche di estrazione

Posizione soul

I corsi di TIRO OPERATIVO SPORTIVO avranno lo scopo di istruire, ogni singolo partecipante, alla difesa da possibili aggressori e/o soggetti violenti ed affrontare un’eventuale situazione di pericolo, usando tecniche di difesa personale o in caso di conflitto a fuoco, usando l’arma in dotazione Si precisa che gli agenti di polizia si possono trovare in situazioni “difficili”, in qualsiasi momento, quindi durante il corso, verranno proposte le diverse tecniche di difesa che si possono applicare in condizioni di aggressione, tenendo presente la “stretta limitazione” che la legge prevede.

L’intero corso sarà svolto tenendo presente le normative vigenti sull’uso dell’arma da fuoco da parte delle Forze di Polizia.

Metodo Goshin Jitsu
Lo sviluppo del metodo GOSHIN JITSU è motivato (con tutto il rispetto per gli altri maestri) dalla costatazione ormai diffusa in molti praticanti di arti marziali che nel tempo è venuta meno la “linfa vitale” delle arti marziali.

La velocità delle tecniche di esecuzione, l’armonia e l’eleganza del portamento sembrano essere trascurate a vantaggio di tecniche sempre più elaborate e sofisticate che perdono di vista l’obiettivo primario della concretezza e dell’efficacia.

Il metodo nasce negli anni 80 dall’esperienza personale del Maestro Mazzoni Rinaldo basata inizialmente sullo studio dei Kata di Judo e maturate durante i frequenti viaggi e le permanenze in Giappone (Osaka) e in altre affermatissime scuole russe.

Inoltre la collaborazione con il Maestro Mochizuki e il continuo studio dell’Aikido, Aikijutsu e Jujitsu hanno contribuito alla nascita del metodo.

DESCRIZIONE DEL METODO GOSHIN JITSU

Il Ju Jitsu metodo Goshin non viene appreso come nel Ju Jitsu tradizionale quasi esclusivamente attraverso i kata.

Le basi su cui sviluppare tutte le tecniche di difesa o attacco nel metodo Goshin Jitsu sono gli otto spostamenti fondamentali:

4 tai sabaki (avanti dx e sx,e in assorbimento dx e sx)
2 in diagonale a dx e sx
2 irimi.
Gli spostamenti sono da annoverarsi come appartenenti a quella vasta famiglia alla quale appartengono anche le parate. Lo spostarsi è un’azione naturale che tutti noi quotidianamente eseguiamo, ci si sposta per non urtare, farsi urtare, ci si sposta perché si ha timore di qualche cosa o di qualcuno. Lo spostamento preserva da eventuali azioni negative.

Nell’ambito dell’insegnamento gli spostamenti; avvengono in ragione di una determinata azione, solitamente di fronte ad una azione di attacco, uno spostamento corretto e studiato aiuta nella preservazione fisica nella preparazione di una azione contraria, per la nostra scuola lo spostamento è una fase determinante e insostituibile che determina in modo totalmente fondamentale la differenziazione dalle altre scuole.

Non avendo schemi prestabiliti ognuno utilizzando il metodo Goshin Jitsu può liberamente interpretare un gesto o una tecnica a seconda della situazione, della propria fisicità o della propria disciplina.

Nel metodo non c’è nessuna necessità di copiare lo stile di nessuno, perché dopo aver appreso l’esecuzione degli spostamenti ognuno potrà cercare di raggiungere il proprio stile senza essere legato a delle tecniche rigidamente codificate, in altre parole senza copiare lo stile di nessuno.

PERCHE’ PARLARE DI METODO E NON DI STILE.

Lo stile indica l’insieme delle caratteristiche formali proprie di una scuola.

Il metodo è il procedimento messo in opera seguendo criteri sistematici in vista di uno scopo; complesso organico di regole, principi, criteri in base ai quali si svolge un’attività teorica o pratica

Soffermandosi sul significato etimologico della parola metodo: dal greco methòdos termine composto da metà, che indica il seguire qualcosa e hodós che significa via, cammino. Il metodo significa procedere verso qualcosa e, quindi investigare, indagare. Il metodo rivela tutta la sua importanza per far crescere e consolidare i saperi personali, per incrementare la voglia di impegnarsi a fare, per fornire elementi di auto gratificazione allo sforzo e alla fatica»

Per meglio spiegare il metodo Goshin Jitsu, possiamo dire che è un po’ come per l’alfabeto. Apprendendo e usando le varie lettere dell’alfabeto noi impariamo a comporre le parole e di conseguenza con le parole le frasi.

In questo modo più parole conosciamo e più possibilità abbiamo di formare ed utilizzare frasi sempre più articolate. Le lettere del nostro alfabeto sono gli otto spostamenti fondamentali e su di essi sviluppiamo tutte le tecniche del nostro metodo, tecniche che adattiamo alle situazioni, all’avversario e alla sua reazione. In questo modo niente è prestabilito.

Importante quindi imparare l’alfabeto, il metodo del movimento arricchendolo di schemi di riferimento, ma lasciando soprattutto ad ognuno una libera ricerca, interpretazione e motivazione dello stesso gesto, lo stile.

IL PERCHE’ DEL NOME “GOSHIN JITSU”

Jitsu in giapponese significa arte, scienza. Goshin indica la difesa dello spirito o per meglio dire la difesa personale. Il termine GOSHIN JITSU ha un altro significato è lo studio e l’applicazione dei cinque principi nella difesa del Judo : Sen – Se no Sen – Go – Chowa – Yawara.

Programma tecnico per passaggio di Kyu:

Cintura Bianca/Gialla da VI a V Kyu

Saluto
Ritsurei – saluto in piedi
Zarei – saluto in posizione inginocchiata
Shisei – posizioni
Shizen Hon Tai – posizione naturale
Jigo Hon Tai – posizione difensiva
kogheki Shisei – posizione di attacco
Migi – destra
Hidari – sinistra
Shintai – spostamenti
Kuzushi – squilibri
Ukemi Waza
Capriola ( 4 – 5 anni )
Kaiten Ukemi – rottura di caduta rotolata in avanti
Ushiro Ukemi – rottura di caduta indietro
Yoko Ukemi – rottura di caduta laterale
Mae Ukemi – rottura di caduta in avanti
Tachi Waza
O Soto Otoshi
O Soto Gari
O Goshi
Ko Soto Gari
Ko Soto Gake
Katame Waza
Hon kesa Gatame
Yoko Shio Gatame

Cintura Arancione da V a IV Kyu

Saluto
Ritsurei – saluto in piedi
Zarei – saluto in posizione inginocchiata
Shisei – posizioni
Shizen Hon Tai – posizione naturale
Jigo Hon Tai – posizione difensiva
kogheki Shisei – posizione di attacco
Migi – destra
Hidari – sinistra
Shintai – spostamenti
Kuzushi – squilibri
Ukemi Waza
Kaiten Ukemi – rottura di caduta rotolata in avanti
Ushiro Ukemi – rottura di caduta indietro
Yoko Ukemi – rottura di caduta laterale
Mae Ukemi – rottura di caduta in avanti
Tachi Waza
O Soto Otoshi
O Soto Gari
O Goshi
Ko Soto Gari
Ko Soto Gake
Ippon Seoi Nage
Morote Seoi Nage
Tai Otoshi
Katame Waza – Osae Komi Waza
Hon kesa Gatame
Yoko Shio Gatame
Tate Shio Gatame

Cintura Verde da IV a III Kyu

Saluto
Ritsurei – saluto in piedi
Zarei – saluto in posizione inginocchiata
Shisei – posizioni
Shizen Hon Tai – posizione naturale
Jigo Hon Tai – posizione difensiva
kogheki Shisei – posizione di attacco
Migi – destra
Hidari – sinistra
Shintai – spostamenti
Kuzushi – squilibri
Ukemi Waza
Kaiten Ukemi – rottura di caduta rotolata in avanti
Ushiro Ukemi – rottura di caduta indietro
Yoko Ukemi – rottura di caduta laterale
Mae Ukemi – rottura di caduta in avanti
Tachi Waza
O Soto Otoshi
O Soto Gari
O Goshi
Ko Soto Gari
Ko Soto Gake
Ippon Seoi Nage
Morote Seoi Nage
Tai Otoshi
Hiza Guruma
Koshi Guruma
O Uchi Gari
Ko Uchi Gari
Almeno 5 tecniche (a scelta) in Hiki Dashi
Katame Waza – Osae Komi Waza
Hon kesa Gatame
Yoko Shio Gatame
Tate Shio Gatame
Kami Shio Gatame
Ribaltamento dell’Avversario (che è in difesa a terra).

Cintura Blu da III a II Kyu

Saluto
Ritsurei – saluto in piedi
Zarei – saluto in posizione inginocchiata
I Principi del Judo
Shisei – posizioni
Shizen Hon Tai – posizione naturale
Jigo Hon Tai – posizione difensiva
kogheki Shisei – posizione di attacco
Migi – destra
Hidari – sinistra
Shintai – spostamenti
Kuzushi – squilibri
Ukemi Waza
Kaiten Ukemi – rottura di caduta rotolata in avanti
Ushiro Ukemi – rottura di caduta indietro
Yoko Ukemi – rottura di caduta laterale
Mae Ukemi – rottura di caduta in avanti
Tachi Waza
O Soto Otoshi
O Soto Gari
O Goshi
Ko Soto Gari
Ko Soto Gake
Ippon Seoi Nage
Morote Seoi Nage
Tai Otoshi
Hiza Guruma
Koshi Guruma
O Uchi Gari
Ko Uchi Gari
Harai Goshi
Hane Goshi
Uchi Mata
Morote Gari
Tawara Gaeshi
Heri Seoi
Almeno 5 tecniche (a scelta) in Hiki Dashi
Almeno 5 tecniche (a scelta) in Tobi Komi
Almeno 3 prove (a scelta) di Renraku
Almeno 3 prove (a scelta) di Gaeshi
Katame Waza – Osae Komi Waza
Hon kesa Gatame
Yoko Shio Gatame
Tate Shio Gatame
Kami Shio Gatame
Ribaltamento dell’Avversario (che è in difesa a terra).

Cintura Marrone da II a I Kyu

Saluto
Ritsurei – saluto in piedi
Zarei – saluto in posizione inginocchiata
I Principi del Judo
Shisei – posizioni
Shizen Hon Tai – posizione naturale
Jigo Hon Tai – posizione difensiva
kogheki Shisei – posizione di attacco
Migi – destra
Hidari – sinistra
Shintai – spostamenti
Kuzushi – squilibri
Ukemi Waza
Kaiten Ukemi – rottura di caduta rotolata in avanti
Ushiro Ukemi – rottura di caduta indietro
Yoko Ukemi – rottura di caduta laterale
Mae Ukemi – rottura di caduta in avanti
Tachi Waza
O Soto Otoshi (grande caduta esterna)
O Soto Gari (grande falciata esterna)
O Goshi (grande colpo d’anca)
Ko Soto Gari (piccola falciata esterna)
Ko Soto Gake (piccolo agganciamento esterno)
Ippon Seoi Nage (lancio caricando sul dorso)
Morote Seoi Nage (lancio caricando sul dorso)
Tai Otoshi (caduta dalla posizione)
Hiza Guruma (ruota sul ginocchio)
Koshi Guruma (ruota sull’anca)
O Uchi Gari (grande falciata interna)
Ko Uchi Gari (piccola falciata interna)
Harai Goshi (spazzata di anca)
Hane Goshi (colpo d’anca ad ala)
Uchi Mata (falciata alla coscia interna)
Morote Gari (falciata con due mani)
Tawara Gaeshi (rovesciamento del sacco di riso)
Heri Seoi (lancio caricando sul dorso)
Sasae Tsuri komi Ashi (bloccaggio del piede sollevando)
Okuri Ashi Barai (spazzata ai due piedi)
Sumi Gaeshi (rovesciamento nell’angolo)
Uki Goshi (anca fluttuante)
O Soto Guruma (grande ruota esterna)
Tani Otoshi (caduta nella valle)
Te Guruma (ruota di mano)
Tomoe Nage (proiezione a cerchio)
Almeno 5 tecniche (a scelta) in Hiki Dashi
Almeno 5 tecniche (a scelta) in Tobi Komi
Tecniche (a scelta) in Mawari Komi
Almeno 5 prove (a scelta) di Renraku
Almeno 5 prove (a scelta) di Gaeshi
Katame Waza – Osae Komi Waza
Hon kesa Gatame
Yoko Shio Gatame
Tate Shio Gatame
Kami Shio Gatame
Ribaltamento dell’Avversario (che è in difesa a terra).
Prova di Randori